Pubblicato da: Storie nel Vuoto | 11 luglio 2011

Fonte,Papà, coscienza, Dio,Uno, Principio


E tutte le definizioni che volete dargli, ma esso è  ciò che è anche se cambia nome.

E’ da un po’ di tempo che volevo affrontare questo argomento, perché ne son venuta a contatto in diverse maniere; però è uno degli argomenti più delicati di cui uno possa parlare, non solo per i religiosi, ma anche per chi non crede in nessun dio.

Prima di tutto io lo definisco principalmente Papà poiché la mia anima lo definisce così, però penso che il miglior termine che io mi sento di usare sia  Fonte.

Ma facciamo una breve introduzione.

La domanda che tutta l’umanità si è sempre fatta è : Esiste Dio?

A seconda della risposta (si/no) possono seguire altre domande come: Perchè non aiuta tutti? Perchè ha creato il male o la sofferenza?! ecc.

A seconda delle religioni abbiamo diversi “Dio” con caratteristiche simili o differenti, l’esempio più esplicitativo è  nel cristianesimo: come molti di voi avranno fatto, mi son sempre chiesta perchè nell’antico testamento Dio era crudele e puniva tutti quelli che sgarravano, mentre nel nuovo con l’avvento di Gesù esso è un Dio di amore e misericordia. Stiamo parlando dello stesso Dio, della stessa religione, ma come mai ha caratteristiche così differenti!!!

Inizialmente ho pensato: differenti caratteristiche, differenti Entità esterne (o alieni se volete); o magari a seconda del tempo in cui si son sviluppate queste idee religiose le entità esterne hanno deciso di apparire in un modo o nell’altro. Poi il libro dei racconti di un viaggiatore astrale ha svelato la piccola discordanza.

Però adesso è bene che vi parli della Fonte come la conosce la mia anima.

Quando viaggiavo nello spazio vuoto tramite simulazione mentale, la mia anima mi raccontava di come aveva creato l’universo e chi glie lo avesse chiesto. Così che veniva sempre fuori questo papà e alcune sue caratteristiche.

Esso è probabilmente la prima cosa che è esistita dal suo punto di vista, infatti ha creato una immagine di se (il modello universo); anche se questo concetto è molto difficile da comprendere  e quindi lascia assai dei dubbi. Ma comunque,  se avesse avuto dei simili, non avrebbe dovuto creare una immagine di sé  per capire chi è (non vi pare?).

Quindi la mia anima lo definisce Papà perché ha creato le prime anime (infatti esse spesso si definiscono emanazione di Dio).   E’ probabilmente l’unica cosa esistente che è “Unica” e non ha un dualismo che invece impervade nell’universo; anche le anime stesse hanno un dualismo: infatti son bianche e nere (ma non centra buone o cattive!).

Alcune parti di ipnosi a riguardo:

IPNOSI 2

Te l’ha detto papa’ di creare?

-Si’.

Ci sono stati intermediari oppure l’ha detto direttamente a tutte?

-Papa’ ha parlato una volta a tutte le anime.Come ha parlato a tutte insieme?Non saprei spiegartelo.

Prova.
-Immagina una distesa di spazio con tutte le anime. In un momento papa’ ti dice chi sei, cosa puoi fare, chi sono le altre e cosa vuole creare, e ti dice il tuo compito, una specie di compito, ti dice a che gruppo appartieni.
(descrizione visiva della scena)
[…]
E ad un livello piu’ superiore, chi c’e’ oltre al consiglio?
-Papa’.

Come mai papa’ voleva creare l’universo?
-Voleva vedere quello che c’era fuori di se.
E poi quando ha visto cosa c’e’ fuori di se?
-Non ha ancora visto tutto.
Ci riuscira’ mai a vedere tutto?
-Si’.
E dopo cosa fa?
-Non lo so, deve scegliere…

IPNOSI 1

Chi ti ha detto di creare l’universo?
-Papa’.
Come e’ fatto questo papa’?
-Grande, piccolo, immenso, enorme, ideale.
Ha una forma?
-Lui si rappresenta come nuvole tutte appallottolate, unite, che parlano tra di loro con i lampi e lui è grande ai miei occhi.
Lui e’ la coscienza?
-Per te!
Chi e’ la coscienza?
-Tutti. Tutto quello che si e’.
Chi ti ha creato?
-Papa’… Mi ha creato nello stesso modo in cui “tu” crei un sogno.
Come mai ti ha creata?
-Aveva bisogno di noi per aiutarlo a vedere oltre di lui.
C’è un solo papa’?
-C’è un solo papa’ per tutti.
Le altre anime come te le ha create tutte lui? Tutte tutte?
-Si. Si.
Al papa’ devi rendere conto della tua esperienze?

-Lo informo… Ad ogni passaggio di corpo gli mando le mie informazioni, le condivido.

Come mai non se la fa direttamente lui l’esperienza?

-Lui non può fare esperienza qui… Tutte le anime mandano i loro dati al papa’.

Le anime non si son mai chieste chi fosse e perché voleva fare l’universo, ma noi umani siamo più pignoli e queste domande ce le siamo fatte. Ma personalmente ho pensato che la cosa migliore fosse chiedere direttamente alla Fonte stessa le risposte (diciamo il diretto interessato).

Fu così che  con l’aiuto della mia anima cercai la Fonte dove fosse localizzata. Voi penserete, come fai a localizzarlo! e avete ragione, ma dovete considerare come quando si sta in astrale (esperienza che io non riesco a fare purtroppo), dove basta pensare a un posto o una persona per essere teletrasportati da esso. E così ho fatto per la Fonte, anche se non sono andata dove sta, ho potuto trovare le immagini giuste per la mia simulazione.

Io e anima ci trovammo in uno spazio profondamente vuoto, in un luogo indefinito. Solo una cosa appariva ai nostri occhi ed era una infinita distesa di ammasso nuvoloso, come una compatta coltre di nubi  grigie e temporalesche che si estendeva sopra le nostre teste. Non c’era ne acqua ne fulmini, solo nuvole. E’ ovviamente una rappresentazione come possono essere tante altre che la mia mente si è creata.

Fatto curioso era che ogni tanto da questo ammasso nuvolo uscivano delle biglie colorate: l’immagine è suggestiva e non ha senso, ma delle biglie di color vivo uscivano con grande impeto da un punto indefinito della coltre, senza effettivamente delle vere aperture. Esse erano probabilmente grandi rispetto a me, forse 2 o 3 metri di diametro e cadevano verso il basso.

Ma poco importa questa descrizione perché in quel momento cercai di comunicare con questa “super entità”. In poco tempo la scena cambiò e mi ritrovai in un nuovo spazio fatto tutto di nuvole: un piano su cui camminare, un lago d’aria con piccoli pesciolini di nuvole, pareti verticali di nuvole bianche e candide; E’ ovviamente la mia mente che ha rappresentato il luogo più assomigliante a un posto “angelico” (il regno delle nuvole 🙂 ).

Qualche passo in quel bel posto e vediamo un essere: umano, anziano, vestito in smoking bianco. Dava l’impressione di avere un viso rassicurante.

Gli chiesi se era.. Lui, ma mi rispose di no. Egli era una “intefaccia” realizzata tramite i ricordi (inteso come tutti i dati visivi e mentali) di me e della mia anima. Dio non poteva venire lui a parlarmi, non perchè fosse occupato ma proprio perchè non può “concettualmente”; allora mi mandò una interfaccia che potesse dialogare con me. Così che essa, appena nata appositamente per le mie richieste, avesse in se tutti i dati informativi della Fonte e il giusto linguaggio per parlarmi.

Gli feci un sacco di domande, anche se in vero quando arrivi davanti a qualcosa che ti sembra spettacolare rimani senza fiato e senza pensiero, le parole e i concetti non ti vengono e fai solo fatica a ricordare quello che veramente volevi chiedere.

Ora è inutile che cerco di ricordarmi i vari dialoghi che feci con questa interfaccia, avvenuti più volte tempo fa.

Vorrei solo che vi ricordaste questo concetto: ovvero la Fonte è qualcosa differente da tutti gli altri esseri, è molto sola anche se non sente la solitudine; prova qualche tipo di emozione ma talmente primordiale che potremmo solo definirla come “sente di aver fatto una cosa che gli piace”, non prova odio rabbia amore, lui semplicemente è. Resta dove sta e raccoglie informazioni su tutto quello che accade nell’universo, ma probabilmente  son talmente tante che non gli arrivano tutte assieme ma rallentano come in un imbuto e quindi è come se stesse recependo informazioni di miliardi di anni prima.  Inoltre ha altre caratteristiche che son difficili da comprendere e comunicare.

Riflessioni mie personali

Rileggendo il dialogo che vedrete in seguito mi è venuto un lampo di fulmine e azzardo questa ipotesi personale: lui non vede niente oltre di lui, quindi forse esiste tutto questo in modo che qualcun altro, qualcos’ altro che è anche parte di lui riuscisse a superare il suo stesso limite. Così magari scopriva qualcos’altro oltre alla sua esistenza.

E come se noi umani volessimo vedere ciò che c’è dopo la morte senza morire o arrivare alla cosa più astratta  (dio) anche se è impossibile e quindi con l’esperienza che facciamo, potremmo arrivare a trovare il modo per uscire fuori dalla sua solitudine.

Ora invece, a diversi giorni di distanza, e leggendo le parole del libro “Venne un uomo” ho avuto un’ altra illuminazione.

” Dio, per usare questo termine, vuole che ogni creatura si riconosca parte consapevole della creazione e che divenga, come conseguenza, parte creante. Vuole , e bada, il termine volere è assolutamente inesatto, vuole dunque essere ‘percepito’, poiché percepirlo significa incontrarlo,conoscerlo; determina la consapevolezza di ‘essere lui’. Diventare Dio.” (p107)

Non vuole che superiamo i suoi limiti (magari anche questo), vuole qualcuno che lo comprenda, che lo conosca. Vuole eliminare la solitudine.  Vuole che diventiamo come lui .

Forse gli sto dando caratteristiche troppo umane, ma questo mi è sbalzato nel cervello.

Vi riscriverò un dialogo che ho in  audio (quindi le parole son esattamente quelle uscite, anche se non immaginate la fatica di riscrivere frasi di 5 righe con le esatte parole…).


(per comodità ho raggruppato alcune risposte e domande)
Sei al punto dove tutto inizia… cosa vedi?
-Nero… altre sfere come me.
Chi le crea queste sfere?
-lui.
Chi è lui?
-papà.
E lui cos’altro ha creato?
-altre cose… gli spiriti.
L’universo lo ha creato anche lui?
-no.
Lo avete creato voi? (voi anime)
-si’.
Gli spiriti li ha creati assieme a voi ?
-no, dopo.
Li ha creati dopo che voi avete creato l’universo?
-dopo.
E non ci aveva pensato di crearli prima?
-non posso saperlo.
Come mai li ha creati dopo l’universo?
-mancava qualcosa, funzionava male (l’universo).
Quanti tipi di spirito ha creato?
-non esistono “tipi” di spirito.
Ne esiste solo uno?
-un “tipo”.
E questo spirito come è organizzato?
-non è uno spirito solo.
Sono tanti spiriti?
-si’, tutti assieme, tanti spiriti.
Come è fatto papà?
-grande, immenso, enorme,piccolo, gigantesco
Come fa a essere piccolo e grande?
-Lui può sembrare tutti i concetti che esistono.
Pensi di poterci parlare con questo papà?
-si’.
Lui ti ascolta? ci puoi parlare?
-lui crea un interfaccia per parlarci. non credo che mi ascolti lui. (ci son state già volte prima in cui è andata a parlarci).
L’interfaccia te la crea lui?
-si’, dai miei ricordi e da quelli della mente.
Allora prova a parlare con questo papà.
-l’ho già fatto.
Prova a chiedergli chi è lui…
-allora aspetta (eh, qui ci deve andare a contattarlo ecc)… da sola? senza mente?
Si’, da sola. … Ti è comparsa un’interfaccia?
-… si’.
Come la vedi questa interfaccia?
-ha un viso ben definito.
è un uomo?
-si’ è un uomo, anziano, tutto in bianco. smoking bianco, capelli bianchi.
Questa è l’immagine che ha scelto papà per rappresentarsi?
-è l’immagine dell’interfaccia.
Chi la decisa l’interfaccia? tu o lui?
-credo che lui abbia scelto l’immagine migliore per rappresentarsi.
Sai se ci sono altri esseri viventi che utilizzano quell’immagine?
-non lo so.
Comunque puoi parlarci con quest’interfaccia di papà…?!
-si’, si’.
Chiedigli chi è lui.
-lui dice: sono quello che hai bisogno di vedere.
Come mai lui si fa vedere con quella forma?
-dice: me l’hai data tu.
Chiedigli come mai esiste.
-perchè mi hai chiesto di rappresentarmi.
Chiedigli come mai esiste lui, nella sua sostanza, papà.
-io son nato così… non so perché son … esisto.
Non lo sa? e ha bisogno delle anime per capire?
-vi ho creato apposta, dice.
Ci ha creati apposta per capire chi è lui?
-no, per capire cosa c’è fuori.
E una volta che ha capito, cosa pensa di fare?
-deve ancora scegliere cosa fare.
Prova a chiedergli se le anime le ha create direttamente lui senza intermediari.
-si’ l’ho fatto io.
Chiedigli se le anime le ha istruite di nuovo lui per creare l’universo.
-si’ di nuovo io.
Prova a chiedergli se adesso ci sono degli intermediari tra lui e le anime nella gestione di tutto questo universo.
-non ho ricevuto abbastanza informazioni per avere un quadro complesso della situazione attuale.
Come mai non lo hai ricevuto?
-le informazioni non passano istantaneamente, hanno un canale di ingresso.
Quindi adesso non gli sono ancora arrivate le informazioni dello stato attuale?
-non posso confermare.
chiedigli se conosce due demiurghi o creatori.
-tutti possono essere creatori se vogliono.
Quindi non ne conosce due in particolare.
-io non ho creato 2 creatori all’inzio.
Li hai creati dopo?
-no.
Chi li ha creati?
-non lo so, non ho abbastanza informazioni per risponderti.
Chiedigli quanti universi esistono.
-ce ne erano sei come progetto iniziale. credo che si siano sviluppate delle alternative e si continuano a sviluppare. ma non ho abbastanza dati per dire quanti ce ne sono attualmente.
(tenete conto che dice come progetto iniziale; attualmente sappiamo che spirito è venuto dopo e che esistono piani ed universi differenti per frequenza. Quindi è possibile che 6 fosse l’idea iniziale prima che dovesse far fronte all’inserimento dello spirito… quindi potrebbero esserci discordanze nel senso logico. Inoltre al tempo non avevo il concetto di piano astrale come mondo reale che si riflette nella materia, quindi è possibile che parli solo di mondi materiali…)
Conosci il nostro universo?
-si’, il vostro universo è uno dei 6 in questione.
Il nostro universo è gestito da qualcuno?
-gli universi non si gestiscono (nel senso che nessuno li può gestire e cambiare le regole). sono creazioni che si avviano e nel momento in cui si sono avviati, si avviano, si sviluppano, in modo casuale. (anche qui, il casuale è veramente senza regole come potremmo pensare noi, o il caso è una regola universale?!).
Quindi non c’è qualcuno che gli da delle regole a questo universo?
-l’universo può essere modificato solo da una mia emanazione. se un’emanazione modifica l’universo, può essere un caso non casuale. questo però non vuol dire che non sia un caso casuale che lo sia. (chi fa le domande credeva di sapere e invece gli aggiunge la postilla che forse è tutto a uno scopo… “casuale”)
E adesso c’è qualche cosa che ha modificato il nostro universo?
-mi chiedi informazioni che io non ho ancora ricevuto.
Allora prova a chiedergli se…
-parla direttamente con me. (l’interlocutore non aveva ancora capito che l’interfaccia ha preso il canale vocale mentre l’anima si era distratta e “giocava”. Ovviamente non a scopi negativi, ma solo per rendere il dialogo più fluido)
Gli universi sono stati la prima cosa che hai voluto creare?
-noo, prima ho creato le anime, e dopo mi hanno detto che era tutto nero, quindi ho voluto creare qualcosa li’ fuori, qualcosa che non fosse solo nero.
Quindi hai detto alle anime di creare l’universo, e prima che lo creassero hai chiesto che creassero ancora qualcosa?
-le ho create per creare l’universo. nel momento in cui mi hanno detto cosa hanno visto, le ho detto cosa fare. (qui voglio solo farvi notare che si può leggere in un altro modo: nel momento in cui i mie sensi (anime) mi hanno mandato le informazioni esterne, ho deciso (quindi detto a loro) cosa volevo che facessero per me)
Dopo che hanno creato l’universo che cosa gli hai fatto fare alle anime?
-la loro è stata una scelta, ma era anche un po’ forzata: in questione quando crei un universo c’è una cosa li’ che hai fatto, e nient altro da fare; se non che andare a provarlo, vedere come è la tua creazione. Era molto più bello provarlo che restare fermi immobili a fare niente.
Bene…
-non le ho obbligate a farlo, ma loro lo hanno fatto con piacere.
C’è qualcuno oltre a te, che vuole fare una cosa simile ?
-io conosco solo me e le mie creazioni.
Non sai se c’è qualcun altro che ha avuto l’intenzione di fare come te?
-io conosco solo me e le mie creazioni. se mi stai chiedendo se c’è qualcun altro come me, oltre a me, non so risponderti. io non l’ho mai visto, Io non lo conosco, io non sento altro. (perché mi ricordano le 3 scimmiette con cieco,muto,sordo…)
Chiedi a papà se lui vuole ottenere un corpo.
-no, non mi serve un corpo.
E una forma?
-una forma serve solo per le emanazioni, non per me.
Non per te, bene…
-non hai capito.
um?!
-non hai capito.
Cosa non ho capito?!
-non hai capito la mia affermazione, un contenitore serve solo alle mie emanazioni, non serve a me. serve solo per… poter… un corpo serve soltanto alle emanazioni per riuscirmi ad osservare, per capire che esistono. a me non serve avere un corpo per me stesso. (credo che abbia fatto una pausa di almeno 30 secondi per trovare la frase migliore da utilizzare)
um bene… li conosci i corpi in cui le anime son andate a fare esperienza, subito dopo aver fatto l’universo?
-si’, nella banca dati è già arrivata.
Che tipo di corpi erano?
-è una domanda troppo vaga, non potrei dirti tutte le informazioni tramite questa interfaccia (credo intendesse tramite i concetti della mia mente…)
Questi corpi, come mai a un certo punto, sono stati obbligati, a non essere più come quei corpi li’ ma ad evolvere nei corpi attuali?
-un evento casuale dovuto a una mente non casuale.
Chi la creata questa mente?
-era disposta nel progetto, ma è avvenuta dopo la disposizione del progetto attuale.
Conosci chi è che ha creato questa mente?
-le anime nere, in fattispecie il gruppo che sviluppava le menti.
Qual era questo gruppo?
-non riesco a ritrovare il nome esatto in questo momento… sviluppatori credo, si è questo.
Ti piace questo tipo di corpo in cui le tue anime sono attualmente a fare esperienza?
-è una domanda… che non ha senso.
Come mai? ti va bene qualunque corpo in cui le anime fanno esperienza?
-non gli ho detto di andare a fare esperienza nei contenitori, non gli ho detto e non le ho neanche obbligate, hanno scelto loro, non può importarmi questa cosa… non ho preferenze, non confondermi con una mente.
(io ricordo tutto delle ipnosi, come fossero un film che vedo, quindi sentivo anche i “sentimenti” e le idee che scaturivano dall’interfaccia. E in questa domanda essa pensava: ma questo crede di potermi fare domandi come se fossi come loro, non capisce che non può farmele, che non sono come pensa… o un concetto simile…)
Quindi ti va bene qualunque cosa che le anime o altri scelgono.
-non mi confondere con una mente. mi stai dando proprietà di una mente, ma io sono diverso dalle menti. inutile che pensi a queste cose, non ho la scelta, io. se stai cercando di capire se io scelgo su quello che succede, no. io non lo faccio, adesso non lo sto facendo.
Cosa stai facendo adesso?
-sto immagazzinando informazioni.
um… finirai mai di immagazzinare informazioni?
-si’.
E quando le avrai immagazzinate tutte?
-questa sarà una scelta che mi proporrò più avanti.
Vuoi dirmi qualche cosa, di altro?
-Io non ho nulla da dire, sono un interfaccia che è stata creata per poterti parlare, visto che tu l’hai richiesto all’altra anima.
La conosci quest’anima? che rapporto hai con lei?
-si’. mi è venuta a chiedere udienza un paio di volte.
Ti piace parlare con lei?
-stai facendo la domanda sbagliata. non mi dare proprietà umane.
Sai chi sono io?
-si’, sei un’ altra anima.
Come mai voglio parlare con te, secondo te?
-io sono una interfaccia di banca dati, non provo emozioni ma nemmeno la mia parte che rappresento. Quindi è inutile che mi fai domande di questo tipo. Posso osservare e catalogare gli argomenti, riuscire ad ottenere informazioni che tu richiedi, avvenimenti, ma ricorda che i pensieri personali sono qualcosa di molto infimo e piccolo ed è molto difficile da localizzare, quindi non mi venire a chiedere le tue informazioni.
Bene… allora adesso possiamo chiudere il dialogo con questa interfaccia e tu anima puoi osservare..
-aspetta, è distratta, sta giocando. Aspetta che la chiamo e che ritorni da te.
poi l’anima ritorna per continuare il dialogo…
34.10

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